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martedì 6 settembre 2011

GMG 2011: giovani controcorrente

E' ancora fresco il ricordo di quello che è successo a Madrid qualche settimana fa. Centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo che si sono ritrovati in una città per celebrare la Giornata mondiale della gioventù. Non un concerto rock. Non un rave party. Non la finale di un campionato di calcio. No. Quasi due milioni di giovani erano a Madrid per una giornata, o meglio, per trascorrere diverse giornate all'insegna della preghiera.

In Italia se ne è parlato poco. Non è abituale che sui giornali si scriva di giovani che pregano. Non se ne parla perche farlo sarebbe politicamente scorretto. Non è di moda. Non è trendy. E quindi neanche per la Gmg 2011 la stampa italiana è riuscita a descrivere in tutta la sua meraviglia quello che è successo veramente a Madrid.
Non sará trendy ma quello che abbiamo visto in Spagna è stato straordinario. Qualcuno ha parlato di miracolo, di orgoglio cattolico, di suggestione giovanile di massa. Di questo i giornali hanno parlato. E anche di polemiche e proteste contro la visita del Papa.

Ma noi abbiamo vissuto un'altra cosa. Mi piace scrivere noi, anche se io non c'ero. Non c’ero fisicamente, ma ero lì col cuore. Mi piace scrivere noi anche se la mia età anagrafica non mi classifica più come giovane. Un amico, diciottenne, mi diceva che io avrei potuto partecipare alla Giornata mondiale dei meno-giovani… Scherzava, perché sa che io mi sento più giovane di tanti ragazzi che dentro sono molto vecchi.
Sta di fatto che non c’ero. Ma posso permettermi di scrivere lo stesso che noi abbiamo vissuto un'altra cosa rispetto a quella descritta dai giornali. Non un miracolo ma la gioia di quasi due milioni di giovani desiderosi di innalzare il cuore a Dio. Non orgoglio cattolico ma convinzione di essere una grande famiglia spirituale. Non suggestione emotiva ma preghiera bella e buona. Preghiera vera, autentica, sincera: il silenzio della veglia al momento dell'adorazione eucaristica ha fatto più rumore di qualunque altra cosa.

Da alcuni giorni i ragazzi sono rientrati alla loro vita abituale. Adesso inizia la parte più bella e difficile della Giornata mondiale della Gioventù. 
Bella, perché i ragazzi sono tornati con il cuore pieno di gioia e con il grande desiderio di cambiare il mondo.
Difficile, perché per cambiare il mondo bisogna prima cambiare se stessi.
Ma una cosa è certa ed i volti gioiosi visti ad agosto a Madrid non lasciano dubbi: molti giovani potranno guardare al futuro con la speranza di chi sa che sta camminando al fianco di Colui che ha vinto il mondo. E non è poco.

Articolo pubblicato sul blog della rivista Familiaria

sabato 25 dicembre 2010

Il Natale ci ricorda che tu sei la rosa

Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…, disse la volpe al piccolo Principe.

Oggi è Natale.
Quanti sanno che oggi è Natale? Tanti…
Quanti sanno perché oggi è Natale? Tanti, ma forse non troppi…
Quanti oggi vivranno il senso autentico del Natale? Forse pochi.

Tra questi pochi non possiamo mancare tu ed io.

E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.

Duemila anni fa Dio ha perduto ben più del tempo per la sua rosa.
Ha perduto l’eternità, entrando nella finitezza umana.
Ha perduto la regalità, facendosi bambino indifeso.
Ha perduto la divinità, diventando uomo.
Ha perduto tutto se stesso, per amore della sua rosa: tu ed io.
Per questo siamo così importanti.

Oggi si festeggia il compleanno del più grande educatore di sempre, di Colui che ha reso la sua rosa così importante da dare per essa persino la propria vita.

Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.

Almeno non dobbiamo dimenticarla tu ed io, che stiamo coltivando le rose di domani.
E forse domani non saremo più in pochi a godere della gioia vera del Natale.